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Nuovi format che uniscono pubblicità e contenuto

Sono anni che si parla di pubblicità personalizzata, di pubblicità pull e non più push (arriva all’utente perché gli serve e la sta cercando), di nuove forme di contenuti abbinati alla pubblicità. E poi il web, le web tv, i canali  youtube style, pubblicità in banner style affiancata o sovrimpressa al video, oppure pre-roll e post-roll a scimmiottare ma in modo innovativo la tv tradizionale.

E poi c’è il brand content, cioé il marchio che direttamente commissiona contenuti, non necessariamente correlati con il suo prodotto. Questo è un esempio sul web, utilizzando youtube, i suoi banner e altri social network per essere diffuso. Si tratta di puntate di cabaret, tratte da un live streaming, a cura dell’artista comica Geppi Cucciaro e commissionata dal marchio Activia Danone. Come già detto su youtube, nella home page, viene anche proposto un box con il video embed che parte in automatico. Un contenuto di valore che va a favore dello stesso youtube.

Abbiamo vissuto una nuova era post-televisiva dal 2005, con i contenuti user generated. Nuovi contenuti amatoriali vengono alla luce. Youtube diventa anche il luogo in cui la gente condivide pezzi di cultura e attualità tratti dalle registrazioni TV e dai VHS-DVD, gli imprenditori televisivi e cinematografici non ci stanno, e iniziano la caccia alle streghe dei copyright. Poi la corsa alle web tv da parte dei broadcaster: spesso il modello televisivo riproposto sul web, con qualche accrocchio. Dal 2008 canali broadcast satellitari e i nuovi digitali terrestri hanno bisogno dei contenuti web, generando veri e propri flussi di playlist prendendo a piene mani contenuti (gratuitamente) dagli utenti. Ma finalmente in questi anni iniziamo a vedere cose diverse che nascono appositamente per la piattaforma o le varie piattaforme di destinazione. La diretta di eventi come l’elezione americana e la protesta sul diritto all’informazione di Rai per una notte, uniti a chat interattive, per fare qualche esempio. Contenuti visibili solo sul web. Perché il web è l’unica piattaforma disponibile sulla quale investire, perché i costi sono bassi, perché qui la viralità funziona meglio, perché il target è più giovane. Perchè si possono sperimentare cose nuove.

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  1. It‘s quite in here! Why not leave a response?